mercoledì 8 luglio 2015

Gorizia è tua: lo è anche dei richiedenti asilo?

In relazione alla questione relativa ai richiedenti asilo, il consigliere comunale Michele Bressan del gruppo "Gorizia è tua" ha rivolto al Sindaco la seguente interrogazione, nel corso della seduta dello scorso 6 luglio. Continua il dibattito, con diverse voci...
A proposito della gestione dei richiedenti asilo, talvolta confusi con i profughi, argomento di una  precedente interrogazione di dicembre 2014, noi di “Gorizia è tua” , in primo luogo, concordiamo sul fatto che in questo momento a Gorizia  ce ne siano troppi. Ci riferiamo, in particolare, agli oltre cento,  privi di convenzione che pernottano nel Parco, sul greto dell’Isonzo o in altri piccoli accampamenti in città, come denunciato dal direttore della Caritas don Paolo Zuttion,
Come cittadini e persone responsabili ci chiediamo, però, in attesa dei trasferimenti che devono essere predisposti dal Ministero e dalla Regione, se non sia possibile, per questi ultimi, garantire almeno un rispetto minimale della situazione igienico-sanitaria, che rischia poi di ripercuotersi su tutti gli abitanti, oltre che sul decoro della città, offrendo a queste persone che non hanno un tetto, la possibilità di lavarsi e di espletare le loro necessità fisiologiche attraverso l’installazione di bagni chimici che il Comune potrebbe per esempio richiedere alla Protezione civile.
Il problema non si affronta solo attraverso slogan. Ne ricordo uno per tutti: quello di chiedere al Vescovo di accogliere tutte queste persone nel giardino dell’Arcivescovado. Anche se li “richiudiamo” lì dentro “al sicuro”, custoditi dalla Chiesa, che, per restare fedele al suo messaggio originario, non può rifiutarli, la loro dignità di persone continua a essere calpestata. Questi interventi dimostrano solo l’incapacità di affrontare nel concreto una realtà con la quale, volenti o no, Gorizia e l’Italia devono confrontarsi, probabilmente attraverso l’accoglienza diffusa.
Le chiedo che sia valutata anche la possibilità, come accade a Palmanova, di impiegare invece i rifugiati, accolti in strutture convenzionate, per lavori socialmente utili, come la pulizia di determinate zone della città, che gli stessi profughi naturalmente svolgerebbero previa assicurazione e a titolo di volontariato, cioè del tutto gratuitamente in cambio, se così si può dire, dell’ospitalità fornita.
Signor Sindaco vuole fare qualche passo per trasformare l’ormai famoso “A me che importa” pronunciato propria dal capo della Chiesa papa Francesco a Redipuglia in un “A me importa?”
Michele Bressan consigliere di “Gorizia è tua” 

4 commenti:

  1. L'orrore che prova il nostro sindaco quando vede insozzato il Parco della Rimembranza, magari nei pressi del Lapidario che ricorda i Martiri è il massimo dell'ipocrisia prodotta in città. Non si vogliono vedere fecalomi? E' semplice, basta mettere cessi pubblici, che già i padri romani avevano inventati e chiamato vespasiani. Strano che i nostri amministratori, così sensibili al fascino dell'impero, non ricordino mai le cose positive che ha fatto, come la rapidità nell'esecuzione dei lavori pubblici e l'integrazione dei "barbari" nel loro esercito. E poi basta con chiese e parrocchie. I sacerdoti hanno già dato, deve essere l'amministrazione a fare la prima accoglienza, ma a Romoli i richiedenti asilo proprio non gli piacciono, puzzano e poi sono ineleganti: che stiano pure in the jungle, lontan dagli occhi, perchè dal cuore non c'è problema.

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  2. Per favore, basta. Si ripetono sempre gli stessi discorsi in una visione manichea.

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  3. si davvero basta. Riuscite a fare filosofia anche sulla cacca.
    Se fossero civili non farebbero nemmeno quello che fanno. Oppure c''e qualcuno che preme perchè continuino a farlo...qualcuno che fomenta perchè non abbandonino il parco e continuino a cacare dove capita, senza ovviamente degnarsi di pulire. Forse manco il pensiero li sfiora. La cacca dei pakistani è funzionale all acredine politica.
    non è questione di lontani dal cuore, è proprio che qui c'e' gente che pensa che questi solo perchè sfruttano la richiesta di asilo, la loro cacca sia sacra come quella delle mucche.
    io se fossi al loro posto mi farei degli scrupoli, ma loro proprio non se ne fanno, e qualcuno li incoraggia pervicacemente.
    io a questi gli insegnerei un poca di educazione altrochè.
    E' gratis.
    in campeggio con gli scout 40 anni fa, all arrivo nel bosco venivano distribuiti i badili per scavare le latrine.
    Almeno questo.
    Non tutti hanno il cuore e questo lo deciderà il padreeterno, e noi non ci possiamo arrogare l' onnipotenza di giudicare.
    I badili per le latrine però volano basso eh...

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  4. Non sono richiedenti asilo.Richiedenti asilo dovrebbero essere quelle persone che fuggono dai loro paesi a causa di persecuzioni politiche etniche o religiose.Non mi sembra questo il caso che riguarda le persone presenti a gorizia.Avrei ancora una domanda da fare.cosa si intende per accogienza diffusa?

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