venerdì 26 giugno 2015

Una scuola che non è buona...

Nel dialogo ci sono punti di vista diversi. Ecco la riflessione di adg...
Al Senato è passata la buona scuola mentre fuori dall'aula gli insegnanti protestavano, come già fanno da molto tempo, con gli scioperi, il blocco degli scrutini, le mille iniziative che si sono fatte in questi mesi, anche a Gorizia. Già il fatto che una riforma passi senza un consenso della categoria cui dovrebbe essere indirizzata, e ponendo anche qui la fiducia, la dice lunga sulla democrazia nel nostro paese. Parlare di riforma per la buona scuola è pura mistificazione. Non c'è alcun progetto culturale dietro a questo provvedimento. Non si affrontano i problemi di cosa e come insegnare  nel XXI secolo, non si affronta il problema di un'organizzazione degli studi che vede già a 14 anni un ragazzo scegliere se fare una scuola professionale o un liceo, scelta che molto spesso dipende dalle risorse economiche e culturali di una famiglia, non si affronta il problema della dispersione scolastica, piaga del nostro paese. E potrei andare ancora avanti. 
La questione a mio avviso intollerabile è il potere che viene assegnato al preside, che può scegliere gli insegnanti da assumere per il suo progetto scolastico. Mi pare evidente, come sottolineava il collega Sokol, che c' è il ragionevolissimo dubbio che il dirigente assumerà sulla base del suo orientamento culturale coloro che sono più congeniali alla sua idea di scuola. Così, inevitabilmente, l'insegnante prescelto sarà indotto a diventare uno yes man, a prescindere se di destra o di sinistra. Il fatto è che la scuola pubblica è una scuola plurale, dove si dovrebbe insegnare dopo aver vinto un concorso, al netto dalle proprie idee o  fedi religiose. Il fatto è che con la spada di Damocle della riconferma sul posto, quanti saranno i giovani che si schierano nei Collegi Docenti contro i desiderata del preside manager, sapendo che da lui dipende la loro riconferma? L'assunzione dei precari non è gentile concessione di Renzi, ma obbligo imposto dall'Europa, altrimenti la penale per avere tenuto così a lungo colleghi in situazione di precarietà avrebbe provocato contro l'Italia sanzioni miliardarie. Per quanto riguarda le contestazioni a Mineo, che non ha votato no alla legge, il fatto è che il PD ha fatto ancora una volta ciò che larga parte del suo elettorato non voleva facesse, cosiddetta opposizione compresa, e qui secondo me ha ragione Fassina. Non è che Renzi sia un usurpatore o un alieno del partito, ma il segretario che meglio esprime la linea politica attuale del PD. 
adg

5 commenti:

  1. Sono totalmente d'accordo! Nonostante le affermazioni di Lauri in Consiglio regionale, con questo PD è difficile trovarsi in sintonia.

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  2. Ad Anna voglio spiegare meglio: quello che mi colpisce è la reazione degli insegnanti, come ho sottolineato.
    Come se con questa legge si trattasse di chissà quale violazione di diritti...di chissà quale torto alla "loro" scuola "plurale", concetto peraltro assai difficile da comprendere.
    E il fatto che la riforma passi senza il consenso della categoria non è affatto una cosa che "la dice lunga sulla democrazia nel nostro paese". E i tassisti e i farmacisti e i magistrati? Non sarà che anche i professori ( o i loro leader o tanti di essi, che sono intellettuali, spesso frustrati o supponenti) sono diventati una corporazione - tra le tante diffuse in Italia - di intrattabili? Sono semplici domande. Ma di questo volevo parlare.
    Infine ricordo che la riforma Gentile è stata fatta da un fascista eppure nella nostra scuola ha lasciato un'impronta profonda. ds

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    1. la riforma gentile per i ricchi, per i migliori e non per tutti....poi tocca alle leggi razziali?

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  3. Scusa Dario, ma hai letto quello che ho scritto? No, perchè tante volte ho l'impressione che più che una discussione si cada nella ripetizione di quanto sostenuto. Vuoi sapere perchè gli insegnanti si sono incazzati? Il motivo principale di quelli in ruolo è per la figura del preside manager che deciderà il destino dei neo assunti, selezionerà di fatto a capocchia, e a regime il discorso si estenderà anche ai docenti in ruolo. Mi pare strano che non si riesca a capire quanto questo leda la democrazia in una scuola. Già prima con le figure obiettivo il dirigente selezionava un gruppo di fedelissimi che ricevevano una mensilità in più, ora deciderà dei giovani che lavorano da lui, e li riconfermerà fino a tre anni. Immaginiamo questi ad una qualsiasi votazione in collegio docenti, anche sul semplice calendario scolastico, che posizione prenderanno: prima guarderanno cosa dice il dirigente. Cosa vuol dire scuola pubblica? E' facile: ci può insegnare il comunista, il gay, il musulmano e il cattolicone. Oggi, se qualche preside che so io, guardasse le cose che ho scritto, col piffero che mi assumerebbe: con la scuola dell'autonomia e contro il “gender” donne e resistenza sono addirittura controproducenti.
    adg

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    1. http://www.disinformazione.it/gender.htm
      Mah..se è questa la vera democrazia per voi....

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