sabato 5 aprile 2014

Pordenone-Base Usaf di Aviano: domenica 6 marzo, alle 14 la partenza

La "memoria" di Hiroshima e Nagasaki, ogni anno in estate davanti la Base Usaf di Aviano
Domani, domenica 6 aprile, alle ore 14 dalla piazzetta San Marco di Pordenone, partirà la Via Cucis Pordenone - Base Usaf di Aviano. E' un gesto che da ormai 18 anni, due domeniche prima di Pasqua, unisce i credenti che vogliono dare un senso alla tradizionale "pratica" che vuole ripercorrere il cammino di Gesù dall'arresto alla crocifissione. Ma è anche una domanda di pace, alla quale partecipano volentieri molti esponenti del pacifismo laico, provenienti soprattutto dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto. Si tratta di poco più di una decina di chilometri, che vengono percorsi in circa quattro ore, con una serie di soste finalizzate all'ascolto di riflessioni, letture, testimonianze.
L'iniziativa, soltanto all'inizio quando ancora non si sapeva bene a cosa mirasse, aveva suscitato qualche ben presto sopita tensione; poi si è svolta regolarmente, attraversando momenti di enorme partecipazione - in particolare ai tempi delle guerre balcaniche, con i bombardieri che decollavano senza posa - alternati a periodi di "magra", più meditativi e meno eclatanti. Purtroppo di momenti critici ce ne sono sempre e quindi l'attualizzazione della speranza di pace è sempre fin troppo facile.
La speranza degli inizi era che la Base Usaf di Aviano potesse effettivamente essere chiusa e trasformata in un gigantesco laboratorio di pace: erano state perfino svolte tesi di laurea per definire contorni e potenzialità di una simile "riconversione". E a chi irrideva l'iniziativa dicendo che in fondo - ammesso e non concesso che le istanze fossero state accolte, e non certo per merito dei pacifisti - si rispondeva che ovviamente la preghiera era per lo smantellamento di tutte le Basi e degli arsenali nucleari presenti ad Aviano e in tutto il mondo.
Quel "mito" è certamente un po' offuscato o forse attende tempi migliori per poter riemergere dall'oblio. Quando viene rimosso il mito, anche il rito perde il proprio significato e tende a formalizzarsi. Ecco, l'augurio è che la Via Crucis Pordenone Aviano non sia un rito in grado di suscitare soltanto nostalgia di tempi migliori o attese consapevolmente confinate nell'ambito dell'irrealizzabile. Sia invece un'occasione per riprendere con slancio un'iniziativa di pace e di disarmo, più che mai convinta e arricchita da proposte alternative sostenibili, come ad esempio quella dei Corpi Civili di Pace. Ritrovare la "fede" di chi spera contro ogni logica di speranza ed è pronto anche a dare la vita per sostenere l'impegno e la lotta incentrati sulla nonviolenza. Proprio come proponeva Gandhi. Proprio come ha testimoniato Gesù, su una croce.

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