giovedì 6 marzo 2014

"L'erogazione liberale... deve ritenersi obbligatoria" (?!?)

Giuseppe Cingolani ripropone opportunamente la questione dei "contributi scolastici fatti passare per obbligatori": nonostante si tratti di una pratica illegittima, lo scrivente riporta nuove segnalazioni delle famiglie al Cossar-da Vinci di Gorizia.
Fuorviare le famiglie facendo passare per un versamento obbligatorio quello che invece dovrebbe essere un contributo volontario: non è certo un comportamento che ci aspetteremmo da un'istituzione pubblica a cui è affidato il compito di formare i nostri figli, eppure è quanto accaduto anche nelle scuole di Gorizia, e sembra essersi appena ripetuto all'Istituto professionale Cossar–da Vinci.
Le polemiche che l'anno scorso hanno riempito i giornali locali e i media nazionali, le interrogazioni parlamentari, i ripetuti richiami ai dirigenti scolastici da parte del Ministero e dell'Ufficio scolastico regionale: incredibilmente nulla di tutto ciò sembra essere servito, a sentire le segnalazioni di alcuni genitori. Segnalazioni che sembrano confermate da quanto si legge nella circolare, pubblicata anche sul sito della scuola, che il dirigente del Cossar-da Vinci ha rivolto ai genitori e agli studenti lo scorso 3 febbraio: “l'erogazione liberale finalizzata all'innovazione tecnologica della scuola, di importo pari a 80 euro, che è stata deliberata dal Consiglio d'Istituto nella seduta del 29 novembre, deve ritenersi obbligatoria in quanto riguarda le spese che la scuola sostiene per: l’assicurazione personale integrativa, il libretto personale, il materiale di consumo dei laboratori, le fotocopie, l’aggiornamento delle aule speciali e dei laboratori, la manutenzione delle attrezzature didattiche, e tutte quelle spese necessarie per assicurare un adeguato supporto tecnologico all’azione didattico-formativa dei docenti.”.
La grossolana contraddizione di una “erogazione liberale obbligatoria” rivela già da sola la fallacia della richiesta. La circolare del dirigente, in modo del tutto improprio, pone sotto la voce “erogazione liberale” alcune spese di natura molto diversa. Le famiglie sono tenute a rimborsare solo le spese che la scuola sostiene per loro conto, come quelle per l'assicurazione personale integrativa e per l'acquisto del libretto personale, oppure una parte delle spese per il materiale consumato nei laboratori. Il contributo per tutte le altre voci elencate nella circolare, invece, non può essere obbligatorio. Il Ministero ha ribadito, nella comunicazione del 20 marzo 2012, che le scuole possono chiedere un contributo per l'ampliamento dell'offerta formativa, ma solo chiarendo alle famiglie che si tratta di un versamento “assolutamente volontario”. Nella nota del 7 marzo 2013 il Ministero invita “tutti i dirigenti scolastici ad astenersi da qualunque comportamento volto ad esigere coattivamente il versamento di contributi”, in quanto un simile comportamento “non solo è illegittimo, ma si configura come una grave violazione dei propri doveri d'ufficio” e lede il principio costituzionale della gratuità dell'istruzione.
Secondo quanto mi hanno riferito alcuni genitori del Cossar-da Vinci, la scuola ha comunicato loro che l'obbligatorietà del contributo sarebbe la conseguenza di una delibera del consiglio d'istituto. Ma la già citata nota del Ministero afferma che “i consigli di istituto, pur potendo deliberare la richiesta alle famiglie di contributi di natura volontaria”, non hanno alcun “potere di imposizione che legittimi la pretesa di un versamento obbligatorio”.
La circolare del Cossar–da Vinci prevede anche delle esenzioni per motivi economici, peraltro assai ristrette e da cui sono esclusi gli alunni ripetenti. Ad esempio una famiglia di 4 persone vi ha diritto solo se il suo reddito annuo non supera i 13.160 euro.
È vero che da anni la scuola è devastata da tagli che spesso rendono difficile persino lo svolgimento delle attività essenziali, ma non per questo gli istituti possono continuare a rivalersi in modo iniquo sulle famiglie.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

5 commenti:

  1. Siamo alle solite. Il servizio pubblico è pagato due volte, con le tasse e con i "contributi volontari". Visto che Renzi va nelle scuole, magari gli si potrebbe far presente la questione.

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  2. Io alla richiesta dei contributi volontari da parte della Scuola Elementare Giovanni Ferretti di via Zara ho risposto picche. Ho pagato solo i 5 euro per l'assicurazione. Vadano a chiedere i soldi a quei genitori che mandano i figli alle scuole paritarie. Come fare? Presto detto, abolendo la possibilità di detrarre fiscalmente la spesa. Così con i soldi recuperati si potrebbe mettere a norma anche le scuole. Andate a farvi un giro all'esterno della Ferretti e vedreti che serramenti ci sono. Se per caso un bambino va a sbatterci contro si taglia con quei vetri delle finestre tenuti dentro il telaio per combinazione da quel poco di stucco che ci è rimasto sugli stessi. Una vergogna. Ma che aspettano, prima che qualcuno si faccia male per davvero? Chi ne ha dato l'agibilità? Con che criterio? Chi ne è responsabile? Domande che spero non cadano nel vuoto.
    Paolo Nanut, Standrez-Sant'Andrea

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    1. I genitori che portano i figli in quella scuola devono fare un esposto in Procura.

      Massimiliano Kovacic

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    2. La rappresentante di classe della IV elementare mi ha risposto che non si può far nulla e molti genitori hanno paura di dover mandare i figli chissà dove a scuola perciò a loro va bene così. A me no e penso a pochissimi altri.
      Paolo Nanut

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  3. Cingolani secondo me, dovrebbe farlo sapere (repetita mater studiorum, atque repetita iuvant!") con voce stentorea a Romoli, a Gherghetta della provincia, deinde alla Debora Serracchiani, e documentare poi in questo Forum che glielo ha fatto sapere a tutti e tre, e la Serracchiani a sua volta fare altrettanto con Renzie, visto che va assumendo sempre più ruoli di rappresentanza nel Pd Nazionale. Poi una bella denuncia con la carta bollata alla Corte dei Conti Regionale e nazionale, perchè facciano utili indagini in proposito e giudichino e se in tutto quello trovassero pure elementi illegali, che sentenzino conseguentemente secondo legge contro queste ladrate verso gli ultimi, recuperando il maltolto e restituendolo alle famiglie . Infine sarebbe opportuno capire quanti di questi esimii dirigenti scolastici, siedano magari nel contempo in qualche società partecipata, del Comune, della provincia , della Regione, come esperti di tecnologie le più varie e quanto spendono per le loro prebende Romoli, Gherghetta e Serracchiani.-
    Buona serata.

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