sabato 1 marzo 2014

Le piaghe del territorio nel Convegno di Palazzo Attems



Veramente molto interessante il convegno di ieri sera in Palazzo Attems, dedicato allo sviluppo eco sostenibile del nostro territorio, agli errori del passato e alle prospettive per il futuro. Sono stati passati in rassegna diversi esempi di urbanistica e architettura, centrando l'attenzione su come gestire un corretto rapporto tra strutture e materiali del passato, del presente e del futuro. Insieme alle questioni relative all'Isonzo in Gorizia, presentate da due architetti molto competenti come Luisa Codellia e Elisa Trani, Roberto Raccanello e Claudio Mennino hanno presentato due punti di vista diversi sulla complessa realtà del "riciclo" in architettura, sia dal punto di vista funzionale che - soprattutto - culturale. Particolarmente coinvolgente è stato l'intervento introduttivo di Adelvis Tibaldi (nella foto), del Comitato per la difesa del Friuli rurale: ha evidenziato tre punti critici nella Regione Friuli Venezia Giulia e ha spiegato con dovizia di documentazione l'"assurdità" del progetto Tav in Fvg, dell'incredibile progettata devastazione della storica "rosta" di Sagrado e della realizzazione di tralicci d'alta tensione per i nuovi elettrodotti, previsti nel bel mezzo del greto dell'Isonzo. Avvincente e inquietante, l'unico rammarico è l'assenza dei livelli politici decisionali. Un "bravo!" convinto al Lions club di Gorizia per il coraggio dimostrato nel mettere il dito su autentiche piaghe del nostro territorio.
ab

2 commenti:

  1. Purtroppo gli assenti sono stati in numero molto maggiore dei presenti!
    Ma sappiamo bene che oggi i "decisori" non hanno tempo da perdere!
    Inquietante quello che alcuni anni fa ha rappresentato Illy; personaggio che è ricomparso recentemente all'orizzonte (riicordiamoci anche in che modo sfrontato non aveva accettato la sconfitta alle regionali).

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  2. Siccome non c’è più lavoro perché l’edilizia è ferma, si fanno molti convegni sul territorio e sul consumo di suolo, che va tanto di moda. Molte di quelle cose che giustamente vengono definite “gli errori del passato”, ovvero le conseguenze negative del miracolo del nord-est che, sia chiaro, ha rivitalizzato le regioni più povere e arretrate nel Nord Italia, sono stati progettati dagli stessi che oggi mettono il dito sulle piaghe.
    Diciamo pure che dobbiamo cambiare modello di sviluppo, ma almeno evitiamo le ipocrisie.

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