domenica 23 febbraio 2014

Sulla centrale a carbone: chiudere o rassicurare, tertium non datur...

Alessandro Vescovini, se ne è scritto un paio di giorni fa, aveva denunciato con una pagina a pagamento su Il Piccolo, la pericolosità delle emissioni dalla centrale a carbone di Monfalcone e sottolineato l'insufficienza dei controlli relativi alla concessione dell'autorizzazione ambientale da parte del Comune. Le reazioni non si sono fatte attendere, ieri la minaccia di querela da parte di A2A, oggi la reazione della Sindaco di Monfalcone. Le sue dichiarazioni confermano sostanzialmente l'allarme dell'imprenditore, che in precedenti occasioni era stato tacciato di "disinformazione". La frase finale, nell'odierna intervista sulla pagina di Monfalcone de Il Piccolo, lascia perplessi: il Tavolo tecnico di verifica è stato avviato già dal 2012 e - dice testualmente - "ha già prodotto interessanti risultati". Ora - sperando di non offendere nessuno - ci si può domandare quali siano questi "interessanti risultati"? Di fronte alla possibilità, ventilata da Vescovini, della morte di centinaia di persone, gli "interessanti risultati" di un tavolo che sta "lavorando da due anni", non possono che produrre o l'immediata chiusura della Centrale o la prova dell'assoluta non nocività. Che diamine, non si può perdere un giorno in più, o chiusura o rassicurazione con prove, il resto sono solo parole...
ab

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