sabato 22 febbraio 2014

Punti interrogativi sul piano di riordino delle scuole della Provincia

Molti insegnanti, alcuni genitori e studenti erano presenti ieri all'incontro con l'assessore Cecot, organizzato dal coordinamento degli insegnanti Sùlatesta. Oggetto: l'avvio di un percorso partecipativo per il dimensionamento delle superiori dell'isontino, presentato dalla Provincia.

Vari gli interrogativi posti sulle criticità evidenziate dall'assessore: disomogeneità di indirizzi all'interno dei poli e concorrenza fra istituti. Le testimonianze di alcuni docenti sull'ottimo funzionamento di poli con specificità diverse hanno indicato il contrario, mentre la doppia presenza di un liceo linguistico nel Comune di Gorizia (offerta sia dallo Slataper che dal D'Annunzio) forse non richederebbe uno stravolgimento dell'intero assetto delle scuole provinciali. Anche la soglia numerica richiesta (almeno 400 alunni iscritti per polo) al momento non metterebbe a rischio alcun istituto.

Risultano pesare di più i problemi che il previsto riordino comporterebbe: la dissoluzione di rapporti umani e professionali già avviati, e la necessità di doverne ricostituire di nuovi, assieme a nuovi progetti e piani formativi. Operazioni che richiedono anni di lavoro per entrare a regime, cui si aggiungerebbero i vari costi amministrativi. Non da ultimo preoccupa l'incognita della perdita di posti di lavoro sul territorio.

Da parte dei presenti al dibattito è emerso un invito alla Provincia. Rivolgersi ai diretti portatori di interesse del mondo della scuola: famiglie, docenti e studenti, per chiarire quali siano i suoi reali problemi, e intervenire di conseguenza.

Daniela Careddu

2 commenti:

  1. A me è sembrata una serata produttiva perchè molti punti oscuri si sono chiariti. Intanto un ringraziamento va all'assessore che ha avuto il merito di non sottrarsi al dibattito e di avere una predisposizione al dialogo che senz'altro le va a merito. Rimangono i punti "critici" cui accennava Daniela:l'antieconomicità di una manovra a domino che scompagina i licei omogenei e ben assestati e una mancanza di un percorso partecipato che metta in assoluto primo piano i soggetti dell'istruzione primari: famiglie, studenti e insegnanti. Gli altri "portatori di interesse" lo sono in seconda battuta perchè la scuola ha un valore a prescindere dal mercato che interviene in seconda battuta. Quindi sarebbe utile consultare almeno i consigli di istituto e poi allargare di più il comitato di pilotaggio ai soggetti menzionati. Ulteriore motivo d'allarme è l'assenza dei sindacati, tranne la UIL, che non intervengono su un tema così importante per i loro iscritti e di qualcuno dell'Ufficio scolastico provinciale. Le istituzioni assenti e i rappresentanti dei lavoratori invisibili non sono un buon viatico a un riordino di questa portata. adg

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  2. Se i rappresentati sindacali, riescono ad esprimere quale massimo contributo, la loro preoccupazione per il trasferimento e conseguente chiusura delle caserme, come ha fatto quello della UIL , allora possono anche non venire.

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