martedì 18 febbraio 2014

Matteo Renzi, ritorno al passato...

Nonostante la giovane età del presidente del consiglio incaricato, quello con Matteo Renzi è per molti versi un vero e proprio "ritorno" al passato. In primo luogo, è ritorno all'epoca nella quale ogni decisione importante - compresa la scelta del Capo del Governo - veniva decisa nelle stanze dei partiti, sulla base di accordi successivamente ratificati dal Presidente della Repubblica. Una differenza per la verità c'è: al tempo del vituperato proporzionalismo, erano gli elettori a indicare i rapporti di forze sulla base dei quali prevaleva l'una o l'altra corrente. Oggi invece, esautorati gli elettori perfino della possibilità di scegliere i propri rappresentanti, è il partito a rimediare, attraverso l'istituto delle votazioni interne, da qualche anno pomposamente chiamate "primarie", anche se con le più famose "statunitensi" hanno in comune soltanto il nome, dal momento che i "nominati" Usa - a differenza di quello italiano - devono poi vedersela l'uno contro l'altro nelle "presidenziali".
Ma c'è un altro motivo per cui Matteo Renzi ricorda il passato: la forza del cattolicesimo politico italiano, unito nel momento del bisogno, variopinto ed eterogeneo nella sua realtà di base. Ebbene, dopo parecchi anni segnati da un costante interventismo della Conferenza Episcopale nelle vicende politiche, si torna - un po' grazie allo spiazzamento dovuto all'apparente disinteresse di Papa Francesco, un po' grazie al superamento del sistema maggioritario che "costringeva" i politici cattolici a troppi compromessi sui temi "non negoziabili - all'impegno politico autonomo dei rappresentanti dei principali movimenti interni alla Chiesa. Lo scout Matteo Renzi rappresenta una sorta di "centro sinistra", promuovendo - come teorizzato per decenni dall'Azione Cattolica - la presenza "nascosta" come il lievito nella pasta (la metafora è evangelica); i suoi probabili colleghi di governo saranno in parte provenienti dall'area formigoniana (ma con probabile recupero dei Buttiglione e degli altri nel frattempo dispersi nel casinismo montiano) del "centro destra" ecclesiale: la presenza "identitaria" non più contrapposta, ma affiancata all'altra. 
Dopo trent'anni - qualcosa di più di tre giorni, ma pur sempre di resurrezione si tratta - rinasce la da tutti data per defunta Democrazia Cristiana: il progetto, cresciuto di dieci anni in dieci anni nelle grandi assemblee nazionali della Chiesa Italiana di Roma 1976, Loreto 1985, Palermo 1995 e Verona 2006, trova oggi la sua forma. Piantato tra le polemiche il seme è cresciuto e oggi l'albero, unito nella diversità dei suoi rami, ritorna a coprire con la sua ombra le masse disorientate. Con la convinta benedizione del vecchio cardinale Ruini e - probabilmente - con una bonaria ma non troppo ingenua pacca sulla schiena da parte del sorridente Bergoglio.
Che dire, se non un preoccupato Amen?
Andrea Bellavite

5 commenti:

  1. Come disse Frank Zappa, le ultime elezioni hanno posto le basi per i prossimi 500 anni di medioevo. Amen

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  2. cattolici, comunisti, catto comunisti, destra, sinistra..ecc., .ma quando i cittadini matureranno e si libereranno di queste "catene"mentali per incominiciare a parlare di pace, dignità della persona, rispetto dell'aria che respiriamo, il valore della terra, dell'acqua ....e tanti altri buoni motivi per riconciliarci con il nostro prossimo e con con questo pianeta che ci ospita?
    Da Renzi e il "suo" PD solo TAV, cementificazione, banche, finanziamento ai partiti e ai giornali, condoni per l'evasione delle lobby - vedi slot machine - profitti, potere, ecc. E le riforme? la più importante è quella che assicura la "governabilità" che significa - tradotto - eliminare quel poco che rimane di partecipazione democratica ostacolo agli interessi dei poteri forti. stefano cosolo

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  3. Gli slogan di Renzi: fare, amare, correre. Rassicurante programma "politico" dell'uomo che ha inventato (cioè ha copiato da Marinetti) la velocità come nuova categoria del fare. D'altra parte non l'hanno voluto milioni di italiani democratici? E allora di che si lamentano sulla rete? Si fidavano di uno che travestito da Fonzie andava da Maria De Filippi?

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  4. Si fidavano di uno che preferisce Maria De Filippi al Consiglio comunale, che è molto più preoccupante

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  5. Questo Fonzie, ehm Renzie!, proviene da quegli scout che si caratterizzano come scout confessionali, proprio come quelli che negli anni 70 e 80 venivano in Slovenia a Maribor. Poi oggi noi conosciamo bene come sia finita nel mondo cristiano cattolico, ma anche democratico cristiano in quella città Slovena, molta corruzione, compresa quella dell'Ecclesia. Immagino che con Renzie, ora i vari Ruini, Bertone, Bagnasco, Scola etc... si scorticheranno le mani dalla gioia. A quando il finanziamento in parlamento per i volontari della libertà a Kiev ??? Buona sera. Ed in ogni caso una pacca sulle spalle a Renzie, ed una telefonata ad Enrico Letta non fanno di sicuro primavera e nemmeno valgono una messa !!! dal vs Anonymus de Anonymis.

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