giovedì 27 febbraio 2014

La liquidità della parola nella politica della post-modernità

Post-ideologico e ultra-moderno sono concetti che identificano l'attuale contingenza politica e filosofica. Si tratta in pratica del trionfo del soggetto sull'oggetto, della certezza relativa sulla verità assoluta. Quanto di positivo comporti questa fase del pensiero occidentale è contenuto nella Dichiarazione universale dei diritti della persona e nella coscienza della centralità di ogni essere umano, "unico e irripetibile": come non inchinarsi di fronte a tali acquisizioni, frutto della desolata contemplazione delle macerie di due guerre mondiali, della crescita esponenziale della fame nel mondo, dei terribili genocidi che hanno insanguinato il Novecento mondiale?
Quanti rischi però porti con sé una concezione logica, etica ed estetica svincolata da qualsiasi riferimento oggettivo e universalmente riconosciuto, lo si sperimenta quotidianamente, a livello di relazioni internazionali, dibattiti politici a tutti i livelli o indispensabili scelte d'ogni giorno: ciò che dovrebbe costituire il fondamento della libertà del singolo, facilmente diventa invece una sorta di nuova giungla, dove una mascherata e per questo ancor più subdola legge del più forte (cioè di colui che ha i mezzi per generare consenso) determina di fatto la forma di ogni relazione.
Un esempio di ciò deriva dalla concezione della "parola", fino a non molto tempo fa sinonimo di "fiducia" e di strumento di "confronto": la piazza mediatica ha offerto in quest'ultimo mese diversi esempi di manipolazione della parola, da quelli tragici connessi all'impossibilità di comprendere cosa stia accadendo realmente in Ucraina a quelli meno drammatici riguardanti le politiche nostrane.
Come utilizzare ancora la rassicurazione "ti do la mia parola", dopo che l'attuale Presidente del Consiglio ha garantito leale collaborazione al predecessore fino al giorno prima di defenestrarlo? E come pensare alla "parola" come dialogo tra pari, dopo l'espulsione dal Movimento 5 Stelle di quattro "dissidenti" che non hanno messo in discussione una linea politica, ma soltanto espresso perplessità su un comportamento, quello adottato da Grillo con il neo Presidente del Consiglio?
Come si diceva una volta, cosa possono imparare le nuove generazioni da questi illustri esempi di enfatizzazione dell'individualismo, nell'epoca post-ideologica e post-moderna?
ab

12 commenti:

  1. Apocalittico o integrati? Così diceva Umberto Eco. Dopo l'ascesa di Renzi e gli interventi di Grillo, per quale dei due atteggiamenti votate?

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    1. Apocalittico nel senso che nei teatrini della TV ora c'è la gara a ricondurre tutti al soffocante abbraccio tra i seguaci di Renzi e quelli di Berlusconi, (Renzi oltre alla Ministro Berlusconiana/confindustriale Guidi si è inventato anche tra i sottosegretari un " TECNICO BERLUSCONIANO" eliminando in questo neo pensiero unico ALTRA voce critica, anzi c'è da sorridere per non piangere davanti alla intensità con cui i mentori del condannato definitivo per frode del bene comune fiscale, si danno da fare negli esami di ammissione (come prima del 1961 con la scuola media dell'epoca) ai piddini che se lo meritano in base alla percentuale di declino a destra delle loro espressioni. Che è come dire che un proto-socialista quale fu Sacconi ora al governo con Renzi , possano ora acquisire meriti politico cultural-clericali, perchè dal riformismo del miglioramento ora passano bontà loro, per cultori dell'individuo e del personalismo alla Mounier !!!!!!!!!!
      A quanti stravolgimenti e specchi per le allodole dovremmo ancora sottoporci e sopportare. Uffa!!!!
      Buona serata comunque e fraterni saluti.
      Anonymus de Anonymis.-

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    1. mi starebbe bene se con tale parola si intendesse il senso catartico della visione finale di Giovanni Evangelista nell'Apocalisse, e non invece al contrario nel senso più reale della paura e del terrore che sempre più spesso e frequentemente dominano la vita di intere popolazioni dei nostri giorni, come in Siria, in Ucraina, in Venezuela, e ieri in Egitto, in Libia e in molte parti dell'Africa e che da qualche parte forse si va pensando di applicare anche al nostro paese ed alla Grecia e Spagna in quanto i semi di una visione societaria tra gli uomini più umana e più giusta affermatisi qui da noi nel Sud Europa contro il franchismo, il fascismo e l'assolutismo, non sono più tollerati dall'infima minoraza finanziaria che domina il mondo globale di oggi.

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  3. vorrei integrarmi ma non posso

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    1. Aderiamo tutti a Tsipras per le Europee !!!!!

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    2. concordo molto con quel vorrei integrarmi ma non posso, perchè da tutto il senso a quello che ritenevano gli elettori quando hanno dato a Bersani quasi la maggioranza, non certo quello che ora proclama Renzi nella sua sicumera stravolgente. Non ha fatto i conti che le idee quelle degli uomini, ( non quelle prese a prestito o copiate dal padrone avverso) non sono come la polenta del mais OGM, non si fanno modificare geneticamente, e tosto o tardi presenteranno il conto e la sua quadratura.

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  4. siamo alla deriva del sistema, un Parlamento che ha ora improbabili basi Costituzionali - cfr la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum - vota la fiducia al governo del premier extraparlamentare - Renzi - che é in profonda sintonia con l'ex premier decaduto e pregiudicato definitivo della destra - Berlusconi. Insieme essi hanno stretto un patto nelle loro segrete stanze, per una nuova legge elettorale peggio del Porcellum, il cosiddetto Italicum. Nel frattempo dall'Europa viene accolta l'iscrizione del Pd al Partito Socialista Europeo. E si rallegrano insieme tutti i protosocialisti Sacconi, De Michelis, Nencini, Epifani, forse anche la Camusso. Nel frattempo in Italia si addestrano i Forconi e le Associazioni di rappresentanza che pasciute da ventanni di condoni Tremontiani ora temono il fiscal compact UE e le regole di coesione europea. Kiev bussa alle porte anche per l'Italia??? Il debito c'è già. Ora mancano solo la Ashton e quel Vice americano a distribuire gomme da bruciare nelle piazze e aiuti capestro del F.M.I. per la crescita!!! e poi saremo tutti fritti anche noi come piazza Maidan. Purtroppo la notte sarà lunga per tutti.

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  5. Post ideologico e ultra moderno sono più o meno degli slogan, c'entrano forse con la politica, non con la filosofia.
    La certezza relativa è possibile, la verità assoluta non esiste.
    Da "Quanti rischi..." a "...ogni relazione" (otto righe) il periodo è incomprensibile.
    Non si trova in nessun dizionario dei sinonimi che "parola" vuol dire "fiducia".
    Un commentatore politico deve saper leggere tra le parole, tra le righe e tra le immagini, è il suo mestiere.
    "Ti do la mia parola", ecc...: la politica spesso non è un invito a nozze.
    Le nuove generazioni impareranno a sopravvivere. Comun que.

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  6. Mi dispiace che l'anonimo interlocutore, invece di argomentare il suo disaccordo, percorra sentieri molto impervi senza adeguata attrezzatura (cioè senza dedicare lo spazio e il tempo necessari) .
    Post ideologico, post e ultra moderno hanno a che fare con la politica, con la sociologia e con la filosofia. Se non si può accedere a un'adeguata (peraltro enorme) bibliografia, basta un minuto per rendersene conto con una breve ricerca informatica.
    L'affermazione "moderna", secondo la quale "la certezza relativa è possibile" non può essere legata all'altra, secondo la quale "la verità assoluta non esiste": così l'asserto diventa evidentemente contraddittorio, oltre a risultare quanto meno irrispettoso nei confronti di una questione chiave che ha percorso 2500 anni di storia del pensiero occidentale.
    Mi dispiace che la frase da "quanti rischi..." a "...ogni relazione", sia risultata incomprensibile all'anonimo: provi a rileggerla senza astio e pregiudizio, forse le risulterà più chiara.
    Lo stesso vale per la consultazione di qualsiasi dizionario della lingua italiana, dove - a che mi risulti - non esiste lemma relativo al termine "parola" che non rimandi all'espressione "dare la parola" come "assicurazione" o "garanzia" di fiducia.

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  7. Ma non c'è disaccordo. Per quanto si possa comprendere. Sono osservazioni argomentate in modo molto esplicito perlopiù sul "modo", e anche sull'uso di certe terminologie dai non certi significati.
    Diciamo allora, (2500 anni di storia...) che esiste la ricerca della verità.
    In merito alle otto righe: non c'è nessun astio né pregiudizio. Provi a rileggerle lei invece, si accorgerà che è un periodo lunghissimo, contorto, che non vien voglia di leggere. Con una diversa "attrezzatura" si può invece migliorare.
    Infine. Allora lei intendeva "parola data" come sinonimo di fiducia, non semplicemente parola.

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    1. nel senso generativo de "il verbo si è fatto carne", e non quello di Renzi a Letta dicendogli "stai sereno" salvo poi strappargli l'incarico senza che gli elettori ed i loro delegati alle Camere ne potessero discutere.

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