venerdì 14 febbraio 2014

E' l'ora di Matteo Renzi?

Poco meno di un anno fa, gli italiani sono stati chiamati al voto, per rinnovare il Parlamento in un momento molto difficile per l'Europa e per il mondo. Il sistema elettorale faceva acqua da tutte le parti, al punto da essere definito non conforme alle regole costituzionali da una successiva sentenza della Consulta datata 4 dicembre 2013.
Molti erano gli schieramenti in campo, ma di fatto le proposte sembravano essenzialmente due: scegliere Bersani e con lui il centro sinistra, compresa la componente vendoliana di Sinistra Ecologia Libertà; scegliere Berlusconi e con lui il centro destra, compresa la Lega Nord. Grillo, candidato premier ma non parlamentare e Monti, sembravano sul punto di contendersi un onorevole terzo posto, mentre tutti gli altri - compresa una sinistra ben oltre l'orlo della crisi di nervi - erano accreditati di risultati deludenti.
Come è andata? Un elettore su quattro ha ritenuto meglio starsene a casa (due mesi dopo, in Fvg, la quota astensionisti salirà addirittura al 50%). Gli altri: intorno al 30% Bersani, poco meno - sorpresa! - Berlusconi e - altra sorpresa! - i grillini attestandosi sul 24% si scoprono scomodo ago della bilancia. La legge elettorale, definita "porcellum" anche da chi l'aveva scritta, non consente di corrispondere ai desideri degli elettori e si cerca di salvare il salvabile: dopo una drammatica sceneggiata parlamentare, con il partito di maggioranza relativa clamorosamente diviso, viene ri-eletto Napolitano il quale, con una certa logica, decide di tentare la via di un Governo "di larghe intese". Essendo logicamente del tutto diverso da quello che ogni elettore avrebbe voluto, viene presentato come soluzione d'emergenza per evitare di tornare al voto con la stessa catastrofica legge elettorale. Viene affidato il mandato a termine a Letta che costruisce una vasta coalizione sostenuta - almeno per alcuni mesi - perfino dal pluri-indagato e poi condannato Silvio Berlusconi.
Il tempo passa, Letta "ci prende gusto" e comincia a proporre un patto fino al 2014, poi fino al 2018. Le attese due-tre riforme si arenano e nel frattempo il partito di maggioranza relativa sembra ricompattarsi con "numeri" del tutto sorprendenti intorno al vincitore delle primarie del dopo Bersani: Matteo Renzi, "bocciato" un paio d'anni prima, trionfa e in brevissimo tempo tenta una rapidissima scalata al Potere, il cui esito è storia di ieri.
Nel caso gli riuscisse l'"impresa" e ottenesse la possibile "fiducia":
1. Avremmo il Capo di un Governo non "d'emergenza", ma - almeno nelle intenzioni - destinato ad arrivare alla scadenza naturale della Legislatura - non solo diverso da quello indicato dagli elettori, ma anche non votato da essi in quanto neppure candidato.
2.  Avremmo una coalizione di Governo, costruita nelle stanze dei partiti, con orientamenti di centro destra e di centro sinistra, proprio l'opposto di ciò che avrebbero desiderato gli elettori dei due schieramenti.
3. La coalizione sarebbe basata sull'istituto del "tradimento", dal momento che i parlamentari che la dovrebbero sostenere non hanno "vincoli di mandato", ma occupano comunque i loro seggi non in virtù di una libera scelta degli elettori, ma della volontà di chi li ha inseriti in liste chiuse (per esempio Berlusconi, che peraltro deve subire il "chi di spada colpisce, di spada perisce", sotto indagine per la "compravendita" del dicembre 2010). 
Insomma, al di là dei sorrisi della se-dicente "ambiziosa" nuova stella della politica italiana, ce n'è abbastanza per avere qualche dubbio sulla "democraticità" di un percorso: è vero che quella italiana è una "democrazia rappresentativa", ma ciò non può significare - a livello etico - che i "rappresentanti" possano determinare percorsi esattamente opposti a quelli indicati da chi li ha scelti.
Auguri comunque a Renzi, auguri soprattutto a tutti noi...
Andrea Bellavite

10 commenti:

  1. Quello che penso di Renzi l'ho scritto due giorni fa su Il Piccolo. E' un'arrivista innamorato di se stesso che però ora si è preso una grande responsabilità. Ma se non riuscirà ad avee i numeri in Parlamento, visto che non è per niente certo che NCD voti a favore, che ne sarà di noi? Dovremo ritornare alle urne regalando la vittoria alla destra più becera che nel frattempo avrà serrato le fila richiamando all'ovile pecorelle e caproni nel frattempo smarriti? Mi sa tanto che l'azzardo di Renzi gli si ritorcerà contro e non gli resterà altro che fare, come l'azzeccata prima pagina de Il Manifesto gli ha dedicato oggi, il remake di Happy Days.
    Paolo Nanut Standrez-Sant'Andrea

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  2. d'accordo con l'analisi di Andrea Bellavite, non con Nanut e nemmeno col Manifesto. Ora non ci resta che tenere i nervi saldi e la schiena diritta, di fronte al cosiddetto nuovo, compresa la sua mentore in F.V.G. Debora Serracchiani, che ora avrà il suo bel Ministero che Bersani non le aveva potuto affrire, ma nel territorio per esempio si rallegrino quelli che l'hanno sostenuta (come Sonego a Sacile per esempio) e poi si sono ritrovati trombati come oggi Letta e ieri Bersani. Ricordatevi di Blair e di tanti altri ambiziosi che pur di restare al potere a galla hanno spinto le nazioni alla guerra come in Iraq ieri ed in Siria oggi, vedremo Renzi se metterà ancor mano alle pensioni degli ultimi come le vedove, per racimolare la massa critica da offrire ai suoi nuovi larghi alleati di sempre!!!! Anonymus de Anonymis

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  3. Adesso gli tocca pure lavorare, forse

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  4. L'altro giorno ero al bar dei cinesi e sentivo i discorsi di quattro avventori seduti al tavolo. Uno ha spiegato con invidiabile sicumera che Seedorf risolleverà il Milan, l'altro riportando le opinioni della Gazzetta diceva perchè no, il terzo aveva dubbi e scherzava perchè sia l'allenatore che il centrattacco "sono negri", il quarto assicurava che il noto patron del Milan avrebbe sistemato tutto. La cosa più impressionante era che tutti avevano le loro incredibili certezze e continuavano a ripeterle anche alterando le voci. E il barista cinese continuava a portare spriz.

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  5. Beh, ha promesso che la spending "rewiuz" (che in Europa ci viene sollecitata), iniziera' con la soppressione o almeno dimezzamento del Senato e riduzione di circa 300 deputati, staremo a vedere. In più parlava anche dell'eliminazione delle Provincie - ritenute inutili - ri - vedremo.
    Buona fortuna.

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  6. il popolo delel primarie pensava di eleggere un segretario di partito e invece ha eletto un premier. Il premier ha un consenso di meno di tre milioni di persone, non ha alcun programma (vedi intervento in direzione del pd) e stabilizza fino al 18 le larghe intese che non erano nelle corde dell'elettorato. Un parlamento delegittimato si appresta a votare una modifica della costituzione, mentre Berlusconi si accinge ad andare al Colle per le consultazioni, previa stretta di mano con il presidente della repubblica. Grazie centro sinistra! Facci sognare come solo tu sai fare.

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    1. Prima è stata "guerra fratricida" per le elezioni del Capo dello Stato (feroce cannibalismo PD con Franco Marini e Romano Prodi), ora con Enrico Letta).
      Quando come Presidente dell Repubblica venne proposto Franco Marini fu proprio Matteo ad esclamare:".....ma ce lo vedete voi a Marini ad andare da Obama? Ce lo vedete proprio lui andare da Obama?....Che ci va a fare da Obama?."
      Beh, ora sarà contento, ci andrà proprio lui da Obama....
      Dopo i lavori politici si dedicheranno alla gara del barbecuhe..... USA vs Italy!
      Vuoi mettere? prima Obama spara i suoi hamburger... poi Matteo risponde con costate e fiorentine di chianina..con un po' di brunello di Montalcino
      ..ITALY batte USA 5 a 0!
      Non c'è storia

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    2. è proprio vero che tutto è cambiato perchè nulla cambi, tradotto = come sempre, anche Renzi e Serracchiani con Franza e Spagna pur che se magna!

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  7. La cosa che mi preoccupa di più è come fare a dire "in difesa della Costituzione" quando si elegge la terza persona senza passare per la sfiducia e il dibattito alla Camera e si accetta che un parlamento illegittimo modifichi la costituzione.Adesso aspettiamo il coup de theatre di Renzi, lo shok che farà ripartire l'Italia, perchè se non ce la farà saremo guidati dal prossimo presidente: Gianroberto Casaleggio, anche se per poco, perchè lui crede che il pianeta Gea sarà inondato da metri d'acqua, grazie allo scioglimento dei ghiacci.

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    1. il tifo e la diffidenza sono le due categorie emozionali con cui - questo nuovo premier sbucato dal cappello del vecchio prestidigitatore arcoretano - ha provveduto alla sua ascesa al potere. Ma non lasciamoci ingannare dalle apparenze, stiamo ai fatti che consumerà. Per cui poco importa occuparsi dei 5 stelle, tanto si sa da dove provengono. Leggiamo invece bene dal sito dell'A.N.P.I., la sottoscrizione del suo Presidente Nazionale all'Appello per la Costituzione lanciata da "Il Manifesto".
      Buona giornata. Anonymus de Anonymis

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