domenica 19 gennaio 2014

Il Forum per una politica della cultura e una cultura della politica

La settimana che si apre sarà particolarmente impegnativa e interessante. 

Il Forum continua nel suo percorso, alla ricerca dei fondamenti di una "politica della cultura" e di una "cultura della politica". Per questo motivo si vuole riservare da una parte particolare attenzione alla storia recente del Novecento goriziano, dall'altra all'incontro con persone e realtà da esse rappresentate che stanno cercando in diversi modi di rivitalizzare il tessuto di un territorio in evidente stato di difficoltà. L'obiettivo è quello di creare una sensibilità condivisa intorno ai temi principali, ma anche quello di preparare un programma, una lista di persone e una futura sindaco da candidare alle prossime elezioni amministrative (magari anche a Nova Gorica e nei centri della provincia di Gorizia e della vicina zona slovena). La storia e le persone dimostrano che le potenzialità sono immense, ma non sono state finora adeguatamente prese in considerazione. Per questo, dopo aver parlato di urbanistica e di scuola, di salute mentale e di immigrazione, si propongono due brevi cicli di approfondimento: uno in occasione della Giornata della Memoria delle vittime del nazi-fascismo, gli incontri del 21 con Boris Pahor, Tristano Matta, Pierpaolo Lenaz e il 27 l'inaugurazione della mostra sul cimitero ebraico di Gorizia; l'altro una serie di interessanti "incontri del martedì", dopo Paola Cosolo si alterneranno tra gennaio e febbraio nella sala di Via Ascoli 10 Roberto Covaz, Massimo Santinelli, Renzo Furlano, Igor Komel e Pavla Jarc, Adriano Ossola, Roberto Spazzali (il prgramma dettagliato è a lato).

Martedì 21 gennaio, alle ore 18 nella sede di Via Ascoli 10, sarà presentato il libro di Roberto Covaz “Amianto, i polmoni dei cantierini”. Il testo, edito da Biblioteca dell’Immagine, è una preziosa testimonianza di una vicenda che ha segnato dolorosamente la vita di tante famiglie e dell’intera società del monfalconese, della bisiacheria e della Bassa Friulana. Il responsabile della redazione di Gorizia de Il Piccolo ricostruisce gli avvenimenti coniugando in modo efficace la narrazione delle esperienze e la riflessione che da esse scaturisce. La documentazione rigorosa e la conoscenza diretta del tema offrono l’occasione per approfondire, in modo efficace e avvincente, un’altra pagina del grande Libro del Novecento Isontino. L’autore ne parlerà con gli storici Enrico Bullian e Alessandro Morena.

Mercoledì 22 gennaio, sempre alle ore 18 in via Ascoli 10, nell’ambito delle iniziative in preparazione alla Giornata della Memoria, Tristano Matta presenterà il suo libro sul “Lager di San Sabba. Dall’occupazione nazista al processo di Trieste”, edizioni Beit. Si tratta di una nuova presentazione letteraria del campo nazista di Trieste, elaborata alla luce di un’accurata ricerca svolta in tanti anni dall’autore. Il testo costituisce una vera e propria “guida” per poter comprendere meglio il significato e la storia di quello che per molti è stato un punto di passaggio verso i campi di sterminio in Germania e Polonia, per tanti il luogo della tortura e della morte. Introdurrà l’incontro lo storico Pierpaolo Lenaz.
ab

3 commenti:

  1. Concordo con questa iniziativa, perchè allarga ed estende la memoria di tutti sui fatti accaduti durante la svendita del Friuli Venezia Giulia e del Litorale, fatta dal fascismo repubblichino alla Germania nazista dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943.
    Io che sono nato nell'anno di mezzo del secolo scorso, ho viva memoria di quando e quanto venivano accusati i quotidiani di sinistra, che giustamente già allora negli anni cinquanta sessanta, settanta e sino ad oggi, ebbero il coraggio di affermare la verità sull'Olocausto che pure in Italia e da mani italiane venne perpetrato. Ce ne vorrebbero di Forum per Gorizia, almeno uno per ogni città delle 3 Venezie. Buon pomeriggio a voi e avanti sempre come state facendo. Anonymus de Anonymis

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  2. Grazie, andiamo avanti, ma ogni tanto mi chiedo: la meta quale sarebbe?

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  3. Era già stata delineata da Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, e Prodi con l'Ulivo se ne era fatto carico. Ma la madre dell'Uomo qualunque, purtroppo è sempre gravida, e preferisce anzichè farsi rottamare, proporre ad ogni stagione ad esempio oggi, un nuovo rottamattore che poi guarda caso é in sintonia profonda col pregiudicato vecchio quasi ottantenne (sic!!!). Grazie a Domineddio le idee di libertà ed eguaglianza non muoiono mai e crescono ora di nuovo tra le nuove generazioni della crisi, assetate come sono: di verità, legalità e giustizia. Anonymus de Anonymis.

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