domenica 26 gennaio 2014

27 gennaio: Giornata della memoria, Dan spomin 2014

Oggi si fa memoria della spaventosa tragedia degli ebrei uccisi nella Shoah, a causa delle leggi razziali del nazismo e del fascismo, ma anche del genocidio dei rom, delle persone omosessuali, degli oppositori antihitleriani per ragioni politiche e religiose (i Testimoni di Geova e cristiani singoli o in piccolo gruppi di confessione protestante o cattolica)... Il ricordo ormai generalizzato degli orrori perpetuati nei campi di sterminio e dei non meno gravi delitti compiuti in campi di concentramento come la "nostrana" Risiera di san Sabba non deve prescindere da un'analisi accurata e per quanto possibile serena delle responsabilita': chi ha portato il mondo alla Seconda Guerra Mondiale, chi ha emanato le Leggi razziali, chi ha istituito i campi di sterminio e di concentramento, chi ha pensato l'annientamento scientifico di alcuni popoli, senza altra motivazione che la loro distruzione? Solo rispondendo a queste domande diventa possibile evitare che l'ipercitato "mai piu' cosi!" sia soltanto uno slogan ripetuto perfino da chi ha sempre sostenuto le "ragioni" del fascismo; sia invece un impegno a rifiutare qualsiasi forma di nuovo pericoloso strisciante razzismo, da qualunque parte provenga, porti esso la forma venefica dell'antisemitismo - come nei gravi gesti intimidatori avvenuti in questi giorni a Roma - sia quella della xenofobia e dell'omofobia...
ab

1 commento:

  1. leggendo l'intervista di Biagi a Primo Levi sul Fatto, Levi denuncia chi sapeva ma pensava non accadesse a lui, chi sapeva e chiudeva gli occhi, chi non poteva credere che proprio qui...quante cose vediamo e quante volte chiudiamo gli occhi? Dopo il ritorno dal lager, Levi dice di non aver più voluto nascondere la testa sotto la sabbia e vedere che razzismo e discriminazione continuavano è stato per lui insopportabile fino ad arrivare al suicidio. La sua è una storia tragica, stretta tra il dovere di sapere e l'impossibilità di reggere il peso della verità. Mi pare che sulla vita dopo il lager di Primo Levi, uno dei più grandi scrittori e pensatori del Novecento italiano, si sia riflettuto poco.adg

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