venerdì 13 dicembre 2013

Che salvi chi può! Chiesa, Stato e povertà

Continuando la riflessione precedente...
La Chiesa cattolica italiana, ancora frastornata dalle recenti indicazioni "romane", diametralmente opposte alle precedenti, sembra in questo Avvento ritrovare la propria voce: non può più invocare gli ormai archiviati principi non negoziabili in politica, non può più combattere contro il relativismo filosofico e morale, non può più mettere in guardia gli esseri umani dai comportamenti non conformi a un concetto aristotelico di "Natura" clamorosamente marginalizzato dal papa latino-americano. Ma non dimentica il proprio "ruolo nella società" e dopo anni di tacita e spesso connivente sopportazione delle intemperanze dell'arcoretano, si attesta su valori più vicini alla sua tradizione religiosa: la speranza del Natale e la Carità fraterna.
E fa centro: la "cente", esasperata dall'aumento delle tasse e dalla riduzione dei servizi, risponde agli appelli e consente alle strutture legate alle diocesi di offrire un qualificato servizio. Libera dalle pastoie della burocrazia, relativamente semplice nelle procedure decisionali, coordinata da un personale soprattutto laico preparato e consapevole, ricca di beni immobili ereditati dal passato e finanziata con convinzione dai canali statali, regionali e privati, la comunità ecclesiale si propone come "il" luogo dell'accoglienza, della solidarietà e della fraternità.
Sembra di tornare indietro di tanti anni, quando il principio di sussidiarietà - declinato negli ultimi decenni sotto la voce "complementarietà" - era affermato in chiave di sostituzione e di copertura delle falle di un Sistema in grave difficoltà.
Sarà questo il prossimo passaggio della crisi? Il tramonto del sogno democratico di uno "Stato sociale" e l'affermazione del principio del "che salvi chi può"? 
Inoltre, è questa la Chiesa bergogliana, "povera fra i poveri" o non è soltanto la riedizione riveduta, corretta e migliorata della "scelta preferenziale degli ultimi"? Da assistere, aiutare e confortare... 
Andrea Bellavite

Nessun commento:

Posta un commento