sabato 30 novembre 2013

Gloria Nemec e i "rimasti" in Istria

 Da destra: Alessandro Cattunar, Gloria Nemec, Anna Di Gianantonio
Una parte del pubblico

Era dedicato alla storia del Novecento anche l'incontro tenutosi ieri sera al Forum. Davanti a un pubblico numeroso e molto attento, Anna Di Gianantonio ha tratteggiato luci e ombre, problemi e prospettive relativi agli italiani rimasti in Istria dopo la seconda guerra mondiale. Alessandro Cattunar ha poi intervistato Gloria Nemec, autrice di un centinaio di interviste raccolte in un libro che attende di essere ristampato: le motivazioni, le intuizioni, le relazioni con gli esuli in Italia, il sostegno alla cultura e all'identità, le statistiche... tutto ciò è stato illustrato in termini sintetici e avvincenti, anche grazie alla lettura di alcune fra le più suggestive testimonianze degli intervistati. Gli interventi che si sono succeduti al termine delle relazioni hanno dimostrato il livello di interesse suscitato dall'argomento e dalla trattazione: particolarmente apprezzata è stato il racconto del prof. Sergio Tavano che ha ricordato gli incontri avuti negli ormai lontani anni '60 con gli esponenti della Comunità Italiana in Istria. 
Un'osservazione. E' stato il decimo incontro culturale organizzato dal Forum per Gorizia dopo l'apertura della nuova sede: si è avuto sempre il pieno, il che significa che si sono avvicendate almeno 500 persone, la maggior parte di esse presenti a uno solo degli incontri, a dimostrazione della validità di una proposta che rivolgendosi a interessi differenziati comincia a configurarsi come laboratorio di pensiero e azione nel territorio goriziano.

1 commento:

  1. anche se il posto non è grande, la sede del Forum è sempre affollata. Ciò che conta di più è che al termine di un'iniziativa, molte persone ne propongono subito altre per approfondire i problemi e le questioni sollevate. Poi c'è l'aspetto della qualità delle iniziative. Libri che circolerebbero con una certa difficoltà, persone che non appaiono sugli schermi televisivi, temi che sembrano fuori dalle cosiddette agende della politica: scuola, psichiatria, immigrazione, storia del Novecento vista da altre angolature. Possiamo essere veramente soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto in appena tre mesi, a conferma che la gente è stanca della solita fuffa, dei soliti discorsi, dei soliti dibattiti. Il fatto che poi spesso ci sia anche un rinfresco, molto buono e fatto con estrema cura, fa sì che la gente si fermi ancora, in un clima che facilità la relazione, la conoscenza reciproca, i suggerimenti. Ma non sarà questa una delle nuove forme del fare politica? adg

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