giovedì 1 dicembre 2016

Info point Transalpina

I dati dell'Infopoint della Transalpina, l'ufficio che dà informazioni turistiche ai viaggiatori che arrivano a Gorizia e Nova Gorica, inaugurato alcuni mesi fa, sono davvero sorprendenti. Leggendo i numeri si scopre che nel periodo dal 7 giugno al 5 ottobre 2016 centinaia di turisti sono arrivati da varie parti dell'Europa e del mondo: dal Regno Unito, dall'Irlanda, dal Canada, dalla Nuova Zelanda, hanno chiesto informazioni per proseguire poi il loro viaggio in località della Slovenia e del circondario goriziano. Spesso, sollecitati dai giovani che lì lavorano, hanno deciso di fare un giro anche a Gorizia, nonostante le agenzie turistiche cui si erano rivolti, avessero avvertito “che a Gorizia non c'era nulla da vedere”. Ben indirizzati invece hanno potuto vedere parti interessanti della città. Dunque alla Transalpina, luogo simbolo di due città prima divise, i viaggiatori si fanno fotografare al  centro della piazza, provando una certa emozione dopo che si è loro spiegato sommariamente che Gorizia e Nova Gorica sono due città, tra le poche in Europa, ad avere avuto un confine che ormai non esiste più, e poi proseguono il loro viaggio. Le ricadute economiche sulla città dell'ingente flusso turistico sono dunque scarse. Se coloro che lavorano in Transalpina fossero supportati da gite organizzate, percorsi raccomandati, pacchetti turistici, i turisti potrebbero fare tappa in città per qualche giorno, a conoscere la storia di due città che possono diventare simbolo della storia del Novecento europeo, dei nazionalismi, dei conflitti, delle violenze e del periodo della guerra fredda. Questa è la strada per il rilancio economico delle due Gorizie: immaginarsi in un territorio unico che per storia e ambienti naturali può diventare attrattivo in Italia e all'estero. adg

lunedì 28 novembre 2016

Altre Espressività. Grazie!



Si è concluso con una cena buona e partecipata la rassegna del festival Altre Espressività, giunta ormai alla diciannovesima edizione. 14 compagnie italiane e straniere, che intervengono e che fan recitare persone con diversi disagi, una presenza teatrale in gran parte dei comuni e in molte scuole della provincia ma non solo, studenti che partecipano come attori accanto ai loro compagni con qualche problema in più e studenti che guardano giovani meno fortunati di loro, ma che sul palco abbandonano timidezze e paure, dando il meglio di se stessi e arrivando in taluni casi ad eccellenze espressive che spesso il normodotato si sogna. In questo modo le parole tolleranza e inclusione sembrano vecchi arnesi filantropici: questi ragazzi e ragazze “problematici”, hanno risorse personali e individuali, spesso fuori dal comune, hanno qualcosa da insegnare a livello di coraggio e di determinazione a tutti i ragazzi, sanno far ridere e scherzare e non suscitano affatto pietà o paternalismo: sono realmente una parte di noi, a pieno titolo. Io quindi non posso che ripetere fino allo sfinimento quello che ho detto altre volte. Vito Dalo', Erika Gasparinic e i loro collaboratori sono operatori degni di stare accanto a Franco Basaglia. Non solo hanno dimostrato che i ragazzi con problemi hanno dentro di loro enormi risorse, ma li hanno aiutati a esprimerle, ad acquisire una loro individualità, a conoscere l'affetto e il calore del pubblico.  Grazie a loro l'handicap non è più un altro mondo ma è lo stesso in cui tutti abitiamo. Non è un'enorme conquista questa? Non è qualcosa di cui Gorizia deve andare fiera e dovrebbe pubblicizzare ancora di più, facendone un vero e proprio slogan, perchè Gorizia è davvero per molti la città che accoglie e che cura con l'attenzione e la cultura degli anni '60. Dunque grazie a Vito e Erica, grazie alle istituzioni che credono alla manifestazione e sentiamola più nostra ciascuno di noi.
adg

giovedì 24 novembre 2016

Un programma per la mobilità sostenibile...

Martedì scorso, nella settimanale riunione del Forum l’incontro in calendario doveva essere dedicato all’urbanistica, ma per un impedimento improvviso, la riunione ha affrontato comunque un tema che è strettamente legato al tema prescelto, cioè la mobilità sostenibile. Premesso che non sono un tecnico, ovvero architetto o ingegnere, sono comunque un portatore di interesse, come spero ognuno di voi. Quale interesse: avere una città più a misura d’uomo, meno inquinata sia dal punto di vista atmosferico che acustico. 

Anche il 2016 è stato considerato l’anno più caldo di sempre, così come lo era il 2015 (fonte: WMO agenzia meteorologica delle Nazioni Unite). Purtroppo ci sembra sia una cosa molto lontana pensare che anche noi contribuiamo all’aumento della temperatura, aumento della CO2, quindi effetto serra.

Noi nel nostro quotidiano, cosa possiamo fare? Per esempio, ridurre l’uso della nostra automobile, chiedendoci se è sempre necessaria, quando potremmo andare a piedi, in bici o utilizzando i mezzi pubblici facendoli riorganizzare con altri percorsi e frequenza. La distanze a Gorizia non sono considerevoli. Provate a tracciare un itinerario dal centro città alla stazione ferroviaria: km 2,1… e provate anche a misurare quanto si cammina in un centro commerciale.

Parlare di rinunciare alla propria automobile tocca sempre un nervo scoperto, quando invece non è molto popolare incoraggiare il camminare o incentivare ad usare la bici. Un’auto trasporta mediamente 1,3 persone ed occupa spazio dove stanno ben dieci bici.

Chi governa una città deve tener conto della salute dei propri cittadini, inoltre, in questo territorio, è necessario avere una visione extracomunale.

Considerazione: è un’utopia proporre nella futura campagna elettorale un punto di programma sulla mobilità sostenibile per migliorare la qualità della vita e fare di Gorizia un bel luogo, senza troppe “macchine”?
Nevio Costanzo


 

lunedì 21 novembre 2016

Il ministro della paura.

Se il mattino ha l'oro in bocca possiamo già aspettarci quali saranno gli argomenti e i toni della campagna elettorale della destra. Il consigliere regionale Ziberna preconizza per Gorizia un futuro simile a quello di Milano, con bande di extra comunitari che combattono tra di loro e i cittadini goriziani, come i milanesi, impauriti e costretti a chiamare l'esercito. “Non vogliamo che Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone divengano teatro di violenze tali da porre a rischio l'incolumità dei cittadini...non vogliamo essere costretti a vivere in una città ed in una regione militarizzata...” (cit.)

Alla faccia della moderazione e dell'equilibrio! In tutti questi mesi in cui la città è piena di richiedenti asilo non mi pare siano successe risse o guerre per bande, neppure quando ci sono stati colossali assembramenti come a Gusti di Frontiera. Certo Gorizia ha bisogno di una mano da parte di tutti i comuni, compresi quelli retti dalla destra, che devono farsi carico di un problema che è generale, certo è necessario fare dei progetti per impiegare almeno parte delle persone in lavori socialmente utili, come già fanno alcuni comuni, ma non solo non serve, ma è politicamente sbagliato creare paura e destare allarme. Purtroppo questo non è altro che un effetto secondario della vittoria di Trump: gli emuli locali non ci daranno tregua.

adg

giovedì 17 novembre 2016

Canto d’amore alla follia

Venerdì 18 novembre al Kulturni Dom di via Brass a Gorizia, nell’ambito della rassegna “Altre espressività”, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Canto d’amore alla follia”, per la regia di Alessandro Gazzella della compagnia “Animali celesti”.

Lo spettacolo porta in scena due figure ossessionate da subbugli visionari. Caricature di sofferenza e talvolta anche di inconsapevole ilarità. Una coppia paradossale. Lui storpio e invasato, irriverente e solo; lei forse badante di mercimoni o vecchia Lolita decaduta nell’accudire disperazioni e gioie altrui oppure dea evocata alla grazia più pura del donarsi. Entrambi prede di qualche fobia o perversione onirica oppure costretti a esorcizzare lo sciacallaggio del dolore. Storie evocate con accenni, crudezza e pudore, per la tenerezza e la violenza che contengono e per tanti naufragi e tentativi di ribellione o forse perché i protagonisti di quest’opera mettono in discussione la cosiddetta normalità e forse saranno proprio queste due strampalate figure, col canto dei loro corpi, con l’ostinato amore del loro sogno e con la follia della loro saggezza a ritrovare il profumo che c’è nell’esistenza di tutti noi. 


Inizio alle ore 20.30, con ingresso gratuito. Da non perdere!

Ai lettori (e soprattutto ai commentatori) del precedente post

Riprendendo le questioni sollevate dai commenti al precedente post, vorrei precisare la mia posizione. Sono convinto che Dario Stasi abbia svolto un lavoro straordinario negli ultimi trent'anni, in particolare attraverso il periodico da lui diretto, le innumerevoli iniziative, la mostra sul Novecento goriziano e la presenza costante nel panorama culturale del territorio. L'apprezzamento e la stima non coincidono necessariamente con l'essere sempre d'accordo. Non ho condiviso alcune sue scelte e lo stesso Forum per Gorizia, del quale è stato fondatore, ha preso spesso recentemente posizioni diverse dalle sue. Per quanto riguarda le sue ultime proposte si può essere d'accordo o meno sull'invito rivolto a Paolo Mieli. Personalmente sono tra coloro che ritengono che non si debba perseguire la "sala piena" a ogni costo chiamando personaggi dal nome altisonante. Tuttavia rispetto il lavoro di chi si prodiga per incentivare il dibattito cittadino, anche quando propone iniziative che suscitano perplessità. Si è troppo ordinariamente abituati a chiamare i sostenitori della propria parte - puntualmente acclamati all'unanimità - e per questo si resta stupiti davanti all'invito all'ascolto e al dialogo con uno che certamente è lontano dai propri schemi e dalle proprie prospettive politiche e culturali. Io non avrei chiamato Mieli, ma non mi dispiace la sua presenza a Gorizia, soprattutto se ci sarà la possibilità di confrontarsi e di offrire a un pubblico vasto ed eterogeneo pensieri e punti di vista altrimenti costretti nell'ambito della propria cerchia. E riguardo al termine "imbecilli" che ha comprensibilmente offeso qualcuno, mi sembra - leggendo attentamente il commento di Stasi - che sia una citazione da non decontestualizzare, riguardante atteggiamenti di chiusura o di incomprensione generici e non certo un insulto che non mi pare appartenga al linguaggio del direttore di Isonzo Soča. Al quale ribadisco stima anche nella diversità di opinioni e del quale pubblicherò volentieri i comunicati stampa e le opinioni, anche quando non condividerò. Almeno fino a quando coordinerò questo blog.
Andrea Bellavite

mercoledì 16 novembre 2016

Paolo Mieli e la Storia: appuntamenti di novembre

Il nuovo libro del giornalista e storico Paolo Mieli dal titolo “IN GUERRA CON IL PASSATO” verrà presentato venerdì prossimo 18 novembre alle ore 18 alla libreria Antonini in Corso Italia a Gorizia dal direttore della rivista Isonzo Soča Dario Stasi e dalla redattrice della stessa rivista Anna Di Gianantonio. Con la consueta arguzia e lucidità l'autore in questo suo ultimo lavoro conduce il lettore in un viaggio lungo i secoli durante il quale affronta e demolisce alcuni dei nostri miti più comuni alla luce di fatti e documenti, offrendo spesso una visione alternativa a quella ufficiale. Il libro ha come il sottotitolo “Le falsificazioni della storia”.

Questa presentazione ha luogo alcuni giorni prima della conferenza che Paolo Mieli terrà al teatro Verdi di Gorizia domenica 27 novembre alle ore 17.30 dal titolo “L'ITALIA, GORIZIA E IL CONFINE ORIENTALE”, la prima fra le quattro lezioni di storia del Novecento goriziano organizzate da Isonzo Soča e dall'associazione Amici di Isonzo Soča con il sostegno del Comune di Gorizia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e di Transmedia S.r.l.