giovedì 22 giugno 2017

Francesco a Bozzolo e Barbiana

Un Papa a Bozzolo forse lo si sarebbe potuto anche immaginare, ma la visita di Francesco a Barbiana rientra nella categoria dei gesti più sorprendenti di questo pontificato. Don Primo Mazzolari è stato senz'altro un prete dotato di una straordinaria carica di umanità che lo ha portato spesso in contrasto con le gerarchie, senza per questo venire meno a un'obbedienza convinta all'autorità della Chiesa. Don Lorenzo Milani è stato un autentico rivoluzionario, un vero Maestro che ha riconosciuto come autorità la sola Parola di Cristo e in nome di questa ha saputo accettare ogni vessazione, fino alla costrizione a vivere il proprio ministero in una parrocchia completamente abbandonata. Dalla frazione di Barbiana, sperduta sui monti sopra Firenze, è stato inviato un messaggio che ha trasformato fortemente la politica, la scuola, il mondo militare, la coscienza di milioni di italiani. Colui che era stato esiliato dal capo della Chiesa Cattolica di Firenze, oggi viene visitato, esattamente cinquanta anni dopo la sua morte, dalla guida della Chiesa Cattolica di tutto il mondo. Francesco in preghiera davanti alla tomba di don Milani, in compunto pellegrinaggio nei locali della "Scuola", in delicata contemplazione nella chiesetta attaccata alla canonica... Sono immagini da ricordare che sottolineano il cambiamento dei tempi, l'anacronismo di un'autorità fino a poco tempo fa (per la verità ancora adesso) se-dicente in certe condizioni "infallibile", l'eterna legge del genio religioso perseguitato in vita e riabilitato tanti anni dopo la sua scomparsa. E' un impegno anche per chi ha ricevuto direttamente l'eredità spirituale e culturale di don Milani, i "ragazzi" di san Donato a Calenzano e di Barbiana, spesso in contrasto fra loro sulle regole della memoria e sul destino della casa canonica, peraltro praticamente abbandonata dal momento della morte del Maestro. La presenza di Francesco è un incoraggiamento e un'indicazione per tutti coloro che credono ancora nella possibilità di una Chiesa Cattolica aperta al mondo. La speranza è che non si inneschino processi di beatificazione e che Barbiana non diventi più di quanto è già ora un santuario di pellegrinaggio tradizionale. L'innalzamento sugli altari è il modo più astuto che la Chiesa adotta per disinnescare la carica rivoluzionaria di chi l'ha messa in discussione e l'ha costretta al cambiamento. I santi vengono ridotti a oggetto di venerazione, i loro gesti e le loro parole perdono ogni vitalità e la loro figura viene abilmente ridotta a un'immagine incapace di inquietare.

Comunicazione di servizio

Questo blog è nato come spazio di approfondimento e di dialogo, proposto dal Forum per Gorizia intorno a tematiche culturali e politiche riguardanti in particolare, ma non solo, il territorio goriziano. Purtroppo qualcuno ne ha voluto approfittare per incanalare una serie di commenti ordinariamente del tutto fuori tema, offensivi e - naturalmente - rigorosamente anonimi. In questo modo quello che doveva essere palestra di partecipazione critica, è diventato per qualcuno uno sfogatoio di frustrazioni personali. Dovendo scegliere tra la quantità degli accessi e la qualità delle proposte si sceglie definitivamente la seconda strada, ricordando a tutti coloro che vogliono intervenire con post o commenti che possono accedere con un account Google oppure semplicemente scrivendo una mail a uno dei moderatori (mail ordinaria: ndrbll@gmail.com). Grazie per la comprensione.

mercoledì 21 giugno 2017

Ziberna... Ma guarda un po'...

Da una fonte informata riceviamo copia della delibera n. 285 adottata dalla Giunta Comunale di Gorizia nella seduta del 15.11.2012 ed avente quale oggetto: “Assessorato alla Cultura e agli eventi. Manifestazioni natalizie e Capodanno 2012. Indirizzi di attività ed individuazione di risorse”.
Nella stessa si legge: “…di dare mandato nello specifico all’Assessore alla Cultura affinchè operi le scelte di merito sugli eventi…”
Dalla stessa fonte riceviamo pure la determina n. 2012/01942 del 22.11.2012, emanata in esecuzione della suddetta delibera giuntale, nella quale si legge testualmente: “Acquisita a questo proposito, su espressa indicazione dell’assessore alla cultura e agli eventi, l’offerta inoltrata dalla ditta Alan Normann Comunicazione srl, Agenzia di pubblicità e marketing,…relativa alla promozione degli eventi…e ritenuto dunque di procedere all’affido di tali servizi alla ditta Alan Normann Comunicazione srl…”.
Da notare il richiamo esplicito effettuato nella determina alla “espressa indicazione dell’assessore alla cultura”, che suggerisce un voler prendere le distanze da una procedura ritenuta irregolare.
Già il nome della ditta è una garanzia ma il nome dell’assessore lo è ancor di più.
A nessuno viene in mente?
Ma sì…proprio lui…il nostro candidato sindaco, Rodolfo Ziberna, detto Rudy e la ditta è la stessa del rinvio a giudizio per gli appalti assegnati dal CONI negli anni 2008 e 2009.

Se non altro, per lui l’amicizia è davvero un valore e dura nel tempo!

martedì 20 giugno 2017

Giornata mondiale del rifugiato

Al fine di intensificare gli sforzi per prevenire e risolvere i conflitti e contribuire alla pace e alla sicurezza dei rifugiati, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto di celebrare la “giornata mondiale del rifugiato”, il 20 giugno di ogni anno.
La data prescelta è quella dell’approvazione, avvenuta nel 1951, della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati.
Venne celebrata per la prima volta il 20 giugno 2001, nel cinquantesimo anniversario della Convenzione suddetta.
Per celebrare la Giornata, l’UNHCR ha lanciato la campagna “WithRefugees”, che ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare “casa”.
Sul sito dell’ONU si legge che negli ultimi dieci anni l’UNHCR ha presentato la richiesta per il reinsediamento in favore di più di un milione di rifugiati a trenta diversi Paesi ma il numero di persone che necessitano di reinsediamento supera di gran lunga le opportunità disponibili in un Paese terzo.
Nel rapporto Projected Global Resettlement Needs 2017 si afferma che, in virtù dell’aumento delle quote di reinsediamento da parte di alcuni Paesi e dell’aumento delle richieste, il numero previsto di persone che necessiteranno di reinsediamento nel 2017 raggiungerà i 1,19 milioni, ovvero il 72% in più rispetto al 2014.
Il reinsediamento è una delle soluzioni migliori per i rifugiati, insieme all’integrazione nella società di accoglienza e al rimpatrio volontario.
Grazie a questo strumento, ai rifugiati che non possono rimanere nel Paese di primo asilo né possono rientrare nel proprio, viene data la possibilità di cominciare una nuova vita in un Paese terzo.
Nel 2017 i Siriani, seguiti da cittadini del Sudan, dell’Afghanistan e della Repubblica Democratica del Congo, saranno tra coloro che maggiormente necessiteranno di un programma di reinsediamento.
Su questo blog si è molto spesso riflettuto e dibattuto, anche in termini molto accesi, su questi temi.
La giornata di oggi sia motivo di ulteriore riflessione ed approfondimento, senza pregiudizi di alcun tipo e con la mente aperta a cogliere la bellezza del confronto con culture diverse.
So.Sa.

domenica 18 giugno 2017

“Un atto di civiltà”

Così il Presidente del Consiglio ha definito le norme contenute nel disegno di legge sullo ius soli, che tante  proteste sta suscitando da parte della Lega e di Fratelli d'Italia e, per una volta e con mio grande stupore, non posso non essere d'accordo.
Torno su questo argomento, già oggetto di un post precedente, per inquadrare e precisare meglio i termini della questione.
Con queste norme si regola in maniera diversa l'acquisto della cittadinanza nello Stato italiano.
Con il termine cittadinanza si intende l'appartenenza di una persona ad uno Stato.
E' una condizione giuridica dell'individuo, dalla quale derivano un serie di diritti e di doveri.
Chi può essere considerato cittadino di uno Stato?
Le risposte possono essere molteplici, a seconda dello Stato che si prende in considerazione, poiché ogni Stato può disciplinare diversamente l'acquisto e la perdita della cittadinanza.
Tradizionalmente, la cittadinanza si acquista essenzialmente in due modi: per ius sanguinis o per ius soli.
Come indicano i termini latini, per ius sanguinis si intende l'acquisto della cittadinanza per diritto di sangue,   ovverosia, per nascita da genitori italiani.
Con l'espressione ius soli si vuol significare, invece, che chiunque nasca sul territorio di un determinato Stato ne acquisisce, di diritto, la cittadinanza.   
Lo Stato italiano si è fin qui ispirato al principio dello ius sanguinis, a differenza, per esempio, dagli Stati Uniti che hanno sempre riconosciuto il diritto alla cittadinanza a chiunque fosse nato sul loro territorio.       
Le nuove disposizioni attualmente in discussione prevedono uno ius soli temperato, che riconosce il diritto alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia purchè uno dei genitori sia in possesso di permesso di soggiorno lungo e residente nel nostro Paese, legalmente e in via continuativa, da almeno cinque anni.
Può, inoltre, acquisire la cittadinanza anche il minore nato da genitori stranieri o arrivato in Italia prima dei dodici anni quando abbia frequentato nel nostro Paese un percorso formativo per almeno cinque anni.
Potrà anche chiederla chi, non ancora maggiorenne, sia entrato in Italia, vi risieda da almeno sei anni e abbia frequentato un ciclo scolastico o un percorso di istruzione professionale ottenendo un titolo di studio o una qualifica.
Attualmente il cittadino straniero nato in Italia ha diritto alla cittadinanza una volta diventato maggiorenne a condizione che vi abbia risieduto fino a quel momento legalmente e ininterrottamente e dichiari, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, di volerla acquisire.
La cittadinanza può essere, inoltre, acquisita per matrimonio o per naturalizzazione, cioè concessa con Decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su domanda dell’interessato, a chi risiede in Italia da almeno dieci anni se cittadino extra comunitario e da quattro se cittadino europeo.
Francia, Germania, Spagna e Inghilterra già prevedono, con modalità diverse, lo ius soli.
La forma più aperta è quella prevista dagli Inglesi: la cittadinanza spetta al minore nato sul territorio nazionale se uno dei genitori, cittadino straniero, si sia stabilito nel Regno Unito, o vi risieda a tempo indeterminato. Invece i tempi della residenza per la naturalizzazione, ossia su richiesta, sono pari a cinque anni.
So.Sa.

sabato 17 giugno 2017

Le ciclabili possono ancora attendere,

Ciclabile provvisoria ad Amsterdam

Cronoprogramma

Siamo ancora lontani da quanto fanno nei Paesi Bassi per la mobilità urbana ed in particolare sulle ciclabili. Nel caso di interruzione della ciclabile, ne viene realizzata una provvisoria, sempre per garantire la sicurezza di chi si muove in bici e “tranquillità” per chi usa l’auto. Invece a Gorizia tale soluzione non viene nemmeno presa in considerazione, in quanto troppo avveniristica…

Prendendo spunto dalla reiterata presa di posizione dell’Assessore ai lavori pubblici, stigmatizzata da molte persone, di non procedere, per ora, al posizionamento della segnaletica ciclabile, è opportuno far notare che c’è qualcosa che non torna.

Con un po’ di pazienza sul sito del comune di Gorizia, a questo link  si possono trovare informazioni su questa opera pubblica. Elaborati grafici e tecnici. In quest’ultimo corposo file, c’è l’elaborato dedicato al cronoprogramma, dove la segnaletica viene prevista alla fine di un determinato periodo (anche se slittato). Alla fine sì, ma del lotto! Qualcuno ha dedicato il proprio tempo per farlo, altrimenti a che cosa serve? Il non procedere come da programma, quando il tratto è praticabile, crea disagio e confusione per il ciclista.

Negli elaborati grafici, tavola dedicata alla segnaletica, non viene presa in considerazione che la pista ciclabile, per essere considerata come tale, deve essere in continuità (art. 146 Reg.to C.d.S.), ovvero come il pedone sulle strisce pedonali ha precedenza, così anche il ciclista. In altre parole, ogni segnale verticale di fine pista entra in conflitto con quella orizzontale, sullo stesso itinerario, è da eliminare.

Sempre in questi elaborati, i parcheggi per le bici, la scelta è caduta su quelli con forma a molla, che, è risaputo, rovina i cerchioni, invece di considerare quelli ad archetto più funzionali, soprattutto quando la bici è dotata di borse (per la spesa, per i cicloturisti).

Inoltre, da quanto si legge nell’articolo del Piccolo di sabato 17/06/17, il Sindaco afferma che “…il nuovo sindaco non decida di annullarle”. Ma il progetto prevede le ciclabili, il denaro pubblico è stato finanziato anche per questo intervento!

In questo periodo elettorale, quasi tutti i candidati a sindaco, chi più chi meno convintamente, hanno speso parole a favore della mobilità urbana. Se il futuro sindaco sarà l’espressione dell’attuale Amministrazione, ovvero di continuità, il ciclista avrà difficoltà, perché, di fatto, verrà disincentivato l’uso della bici… vista la situazione ancora arcaica della ciclabili cittadine che perdura da dieci anni...

@NevioCostanzo

Links utili: 

  1. Comune di Gorizia 
  2. Elaborati grafici
  3. Elaborati redazionali

venerdì 16 giugno 2017

Ius soli

Scene indegne ieri, dentro e davanti al Senato della Repubblica. A causa di cosa? Della votazione sul cosiddetto "ius soli", normativa della quale So.Sa. offre una breve ed efficace illustrazione.
Il disegno di legge sullo ius soli è tornato in aula al Senato, a distanza di due anni dall’approvazione alla Camera, e subito si sono scatenate le proteste della Lega e di Casa Pound.
Prevede uno ius soli temperato, che riconosce il diritto alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia purchè uno dei genitori sia in possesso di permesso di soggiorno lungo e residente nel nostro Paese, legalmente e in via continuativa, da almeno cinque anni.
Non solo. Può acquisire la cittadinanza anche il minore nato da genitori stranieri o arrivato in Italia prima dei dodici anni quando abbia frequentato nel nostro Paese un percorso formativo per almeno cinque anni.
Potrà anche chiederla chi, non ancora maggiorenne, sia entrato in Italia, vi risieda da almeno sei anni e abbia frequentato un ciclo scolastico o un percorso di istruzione professionale ottenendo un titolo di studio o una qualifica.
Attualmente il cittadino straniero nato in Italia ha diritto alla cittadinanza una volta diventato maggiorenne a condizione che vi abbia risieduto fino a quel momento legalmente e ininterrottamente e dichiari, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, di volerla acquisire.
La cittadinanza può essere, inoltre, acquisita per matrimonio o per naturalizzazione, cioè concessa con Decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su domanda dell’interessato, a chi risiede in Italia da almeno dieci anni se cittadino extra comunitario e da quattro se cittadino europeo.
Francia, Germania e Inghilterra già prevedono, con modalità diverse, lo ius soli.
La forma più aperta è quella prevista dagli Inglesi: la cittadinanza spetta al minore nato sul territorio nazionale se uno dei genitori, cittadino straniero, si sia stabilito nel Regno Unito, o vi risieda a tempo indeterminato. Invece i tempi della residenza per la naturalizzazione, ossia su richiesta, sono pari a cinque anni.